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VINIYOGA

Il termine "viniyoga" appartiene alla tradizione del Raja Yoga. Nello specifico, all'interno degli Yoga Sutra di Patanjali, troviamo questo aforisma: "tasya bhūmiṣu viniyogaḥ" (Yoga Sutra III.6). Tradotto: "secondo i livelli o tappe, applicazione utilizzo progressione". In parole semplici, Patanjali invita il praticante di yoga a scegliere l'oggetto di attenzione (che si tratti di una postura, di una tecnica respiratoria o di meditazione) in base al proprio livello di partenza e alle proprie aspirazioni. 

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I maestri T. Krishnamacharya e  T.K.V Desikachar, nel corso del 900, hanno messo in pratica questo insegnamento creando un approccio allo yoga che sia rispettoso dell'individuo, della sua storia, del suo contesto socio-culturale, delle sue abitudini, della sua fisicità.

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Secondo l'approccio viniyoga, non è la persona a doversi adattare alla pratica, ma è la pratica che si deve adattare alla persona. Per chi insegna, questo approccio si esprime attraverso un ascolto profondo  e un'osservazione attenta della persona. Una volta compreso qual è il "punto di partenza" è possibile strutturare un percorso personalizzato che permette un'esplorazione graduale di sè.

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Questo approccio trasforma ogni pratica in una sorta di "rituale" in cui, gradualmente, si entra in contatto con il corpo e con il respiro, fino ad arrivare a un momento centrale di grande intensità fisica, fisiologica e mentale. Una volta raggiunto il picco, si torna lentamente alla propria quotidianità.

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